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rubrica di approfondimento sui nostri amici gatti

Una nuova rubrica di approfondimento del mondo felino, a cura di SISCA (Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate). Gli articoli sono firmati da medici veterinari esperti in comportamento animale, con il coordinamento del Dott. Daniele Merlano, Medico Veterinario esperto in comportamento animale, Master II livello Università di Torino, Consigliere SISCA.

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Saper Comprendere

Dott.sa Annarita Ventura
Medico Veterinario esperto in Medicina comportamentale e omeopatia
Master in etologia applicata e benessere animale
Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate (SISCA)

Per poter comprendere bisogna conoscere i mezzi di comunicazione. La maggior parte dei problemi in una relazione è dovuta ad incomprensione. Ogni specie animale ha canali e mezzi comunicativi specifici, sapere come comunica un gatto può aiutarci nell’instaurare una felice convivenza. L’uomo utilizza il proprio linguaggio per comunicare con i gatti e incredibilmente questi ne comprendono una buona parte, purtroppo non avviene spesso il contrario.

Comunicazione chimica o feromonale

L’uomo è soprattutto un animale visivo, il che vuol dire che il primo approccio con qualcosa di nuovo avviene attraverso la vista; il gatto, invece, é un animale olfattivo, il principale canale di comunicazione è, quindi, l’olfatto. I gatti utilizzano la comunicazione chimica, attraverso l’uso dei feromoni, per segnalare la divisione del loro territorio in differenti campi territoriali. Secondo gli studiosi si possono distinguere tre tipologie di campi territoriali: i campi di attività, i campi d’isolamento e il campo di aggressione. I campi di attività sono le zone in cui il gatto svolge attività come la caccia, l’alimentazione, il gioco, l’eliminazione. Nei campi d’isolamento l’animale si ritira per riposarsi, i gatti di casa hanno vari campi di isolamento, alcuni diurni, altri per il riposo notturno. Le relazioni con gli altri gatti di casa determinano o meno la condivisione di queste aree. Non è infrequente vedere animali amici dormire insieme e condividere quindi la stessa cestina, come invece alcuni individui possono non tollerare la presenza di altri gatti nel loro luogo di riposo preferito. Il campo di aggressione, o bolla emozionale, è uno spazio di dimensione variabile, intorno all’individuo. Qualsiasi intrusione provoca un comportamento di aggressione. Le dimensioni di questa area variano in funzione dello stato emozionale e fisiologico dell’animale: quando un gatto è spaventato aumenta, mentre quando è rilassato assume dimensioni molto ridotte, fino a sparire quasi completamente in presenza di persone o animali considerati intimi e familiari. Un gatto può apprezzare le coccole dei suoi familiari e ribellarsi decisamente alle manipolazioni del veterinario, la bolla emozionale può espandersi molto velocemente in situazioni di pericolo, ma richiede solitamente tempo per ritornare alle dimensioni di normalità. La comunicazione chimica non è ovviamente l’unica forma di comunicazione utilizzata dai gatti, analizzeremo solo le principali.

Comunicazione vocale

I gatti domestici utilizzano un’ampia gamma di suoni, come ben sa chi vive con gatti, col tempo si impara a riconoscere i vari tipi di messaggi vocali che i nostri gatti emettono; esistono suoni riconosciuti con uno specifico significato (trillo di saluto, fusa, soffi, ringhi etc), ma ogni nucleo familiare sviluppa una specie di lessico familiare con sfumature differenti.

Comunicazione tattile

Questo tipo di comunicazione acquisisce particolare importanza nei gatti che vivono in gruppo. Le vibrazioni delle fusa sono anche stimolazioni tattili che tranquillizzano. Il contatto naso a naso è un segnale di amicizia tra gatti che però utilizzano anche nei nostri confronti, stesso discorso vale per testate dolci che ci riservano come saluto mattutino. Il leccamento reciproco o allogrooming ha una funzione di coesione sociale.

Comunicazione visiva

È formata da posture e marcature visive, urinarie e tramite graffiature. Questi messaggi agiscono sia sui conspecifici, che sullo stesso individuo che li ha emessi. Le posture riguardano segnali emessi con tutto il corpo, con il viso, con le orecchie e con la coda. Le graffiature svolgono prevalentemente una funzione di comunicazione attraverso la combinazione di segnali visivi (le tracce lasciate dai graffi) e olfattivi (i feromoni escreti dalle ghiandole interdigitali); vengono effettuate in luoghi strategici, come ad esempio supporti verticali bene in vista, dall’alto verso il basso. Le graffiature indicano la presenza di un occupante abituale di quel territorio e provocano l’evitamento della zona marcata da parte degli altri gatti, generalmente vengono effettuate in vicinanza dei vari campi territoriali. Corrispondono ai nostri cartelli di Proprietà privata e Vietato entrare. Le marcature urinarie vengono effettuate sia dai maschi che dalle femmine. Esistono varie forme di marcatura urinaria, quella più frequentemente riscontrata nei gatti di casa sterilizzati è la marcatura urinaria emozionale. I vari canali di comunicazione hanno lo scopo di riuscire a farci condividere e trasmettere le nostre emozioni. Il gatto è sicuramente un animale emotivo e sensibile per cui è importante riuscire a capire come cerca di comunicare le sue emozioni, sia quelle positive che negative. In caso di alterazioni ambientali di una certa importanza (come un trasloco, la nascita di un bambino, l’arrivo di un nuovo gatto) alcuni soggetti, particolarmente sensibili da un punto di vista emozionale, possono sviluppare uno stato ansioso, le marcature rassicuranti effettuate con i feromoni facciali non sono più sufficienti, e cominciano quindi ad effettuare marcature urinarie con lo scopo di auto rassicurarsi. Spesso i proprietari travisano questi messaggi (ecco l’importanza della conoscenza dei mezzi comunicativi felini) e attuano comportamenti punitivi, che hanno il solo scopo di aumentare lo stato ansioso e quindi le marcature urinarie. L’unico modo per interrompere questo circolo vizioso, che se non trattato può solo progredire e peggiorare, è richiedere l’intervento di un medico veterinario esperto in Medicina comportamentale, che dopo un’accurata visita, potrà capire il motivo del disagio del gatto ed impostare una specifica terapia. I gatti sono capaci di una profonda amicizia, ma le amicizie vere necessitano di comprensione e rispetto delle necessità altrui. Imparare a conoscere i nostri compagni di vita ci rende più attenti e migliori.

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Dal sito www.salute.gov

È utile ricordare che i medici veterinari liberi professionisti possono registrare i gatti per scelta dei proprietari anche nella banca dati privata denominata Anagrafe Nazionale Felina (anagrafenazionalefelina.it) realizzata dall’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani).

È opportuno perciò effettuare la ricerca del microchip di un gatto smarrito anche in questa banca privata.